Di Paolo Caianiello

Ti sei messa a cercare nel vento

cose che ti erano rimaste addosso per un istante.

Arrivate da un gesto involontario delle mani,

o da chissà quale galassia lontana.

Hai iniziato a sciogliere le voci.

A sgranare le ombre sui muri.

C’era un profumo di salsedine

che sfuggiva all’orizzonte degli eventi.

Una via lastricata sempre tua,

di basole collassate nella memoria.

Quel nascere lì,

al centro di tutte le cose che dovevano accadere.

Tua madre era un lenzuolo bianco a sventolare

Tuo padre nascondeva nel taschino delle giacche,

il vuoto che non riusciva a riempire.

Tu assomigliavi alla vita

Ai cortili dei rosari di maggio

Ai gerani sui balconi

Alle nuvolaglie in arrivo

coi tuoi cento miliardi di capelli.

Poi torni qui,

un angelo caduto nel tempo che non esiste

Se non dentro di te.


Laisser un commentaire